- Anno
- 1946
- Pagine
- 1170
- Lingua orig.
- EN
- ISBN
- 9788845937453
Gormenghast — La trilogia
di Mervyn Peake (1946)
Mervyn Peake costruisce nei volumi Titus Groan (1946), Gormenghast (1950) e Titus Alone (1959) quello che sarebbe la più strana e affascinante trilogia del fantasy di lingua inglese: un castello che non esiste da nessuna parte ma sembra esistere da sempre, circondato da un universo di personaggi minori che hanno più personalità di interi romanzi moderni. Non è fantasy nel senso tolkieniano—non c’è un bene cosimico e un male cosmico, c’è solo il rituale, l’assurdo, l’eccesso architettonico e umano. Il castello di Gormenghast è governato da leggi che nessuno sa più da quando valgono, e il narratore osserva con umorismo grottesco mentre le creature all’interno si dibattono in questa assurdità.
Ciò che colpisce è la densità della prosa: Peake scrive come un pittore di oscurità, con attenzione quasi ossessiva ai dettagli, alla bruttezza elegante, alla geometria del decadimento. C.S. Lewis—che conosceva bene il fantasy—disse di lui: «Peake ha creato una nuova categoria, il Gormenghastly, e ci meravigliamo di come prima potessimo vivere senza di essa». Lewis non scherzava: Peake apre davvero una porta che il fantasy non aveva mai attraversato prima, dove il grotesco non è dispregiativo ma ricco di una sua oscura bellezza. Il tono rimane umoristico anche quando è drammatico, e la critica sociale—il potere, l’inutilità delle istituzioni—scorre sotto la superficie senza pesare.
Il prezzo è l’accessibilità: la trilogia è densa, lenta, non è un fantasy d’azione e richiede lettori disposti a farsi trascinare nella visione onirica di Peake piuttosto che seguire una trama lineare. Titus Alone, il terzo volume, perde un po’ di aderenza nel costruire mondi alternativi, ma la maggior parte della trilogia rimane una conquista letteraria che il mainstream del fantasy non ha mai davvero compreso. È un classico sottovalutato: se la si legge consapevoli che non state cercando un’avventura ma un’atmosfera, è imprescindibile.