Per genere 7 libri

Il ciclo arturiano: da dove iniziare (e dove non fermarsi)

Uno sguardo d'insieme sul ciclo bretone nella letteratura e non solo

Sul ciclo arturiano, o ciclo bretone, sono stati versati fiumi d’inchiostro e girati chilometri di pellicola.

Un elenco completo o anche solo esaustivo della produzione degna di considerazione a livello artistico e culturale richiederebbe pagine e pagine ed è lungi da noi il voler dare dare un ordine di merito o fare una classifica.

D’altronde il “romanzo arturiano” nasce dalla tradizione medievale, di cui e’ stato un filone importante e una serie sterminata di autori ha contribuito ad accrescerne il corpus, fino ai nostri giorni.

Vogliamo qui elencare alcuni titoli che, a nostro avviso, sono dei riferimenti per chi voglia avere un punto di partenza, un angolo diverso o semplicemente una bella storia che ripercorra le gesta di Re Artù, di Merlino o che sia ambientata nella leggendaria Camelot e dintorni.

Questa guida va intesa come una pagina vivente, un documento in divenire, che verrà aggiornato periodicamente con nuove schede

1
Per tutti

La Grotta di Cristallo

Mary Stewart

La Grotta di Cristallo di Mary Stewart è il primo di tre libri che l’autrice britannica dedica al ciclo arturiano. Gli altri due libri sono Le grotte nelle montagne e L’ultimo incantesimo.
La storia, pur ripercorrendo tutto l’arco della vicenda arturiana, è in realtà incentrata sul personaggio di Merlino che viene raccontato soprattutto come un uomo, con le sue idee, la sua forza e le sue debolezze.
La storia di Artù, quindi, l’epopea di un regno ma soprattutto la storia di un uomo.
In realtà’ esistono altri due libri dedicati al ciclo bretone: Il giorno fatale e il Il principe e il pellegrino ma non sono direttamente legati al mago pur completando il quadro generale della vicenda arturiana.

2
Per tutti

Le Nebbie di Avalon

Marion Zimmer Bradley

Ciclo di Avalon

Le Nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley è considerato un capolavoro della letteratura fantasy ed è sicuramente uno dei punti più alti della produzione artistica della scrittrice statunitense.
Considerato un romanzo “femminista” da alcuni, offre sicuramente una prospettiva alternativa e chiaramente in tema con l’autrice alla vicenda di Re Artù.
La storia è tutta narrata al femminile, attraverso l’alternarsi del punto di vista tra le figure femminili maggiori e minori del ciclo: Ginevra e Morgana, Igraine, Morgause…
Il libro fa parte di una serie, il Ciclo di Avalon, composto da otto romanzi di cui rappresenta la parte conclusiva della storia, pur essendo stato il primo ad essere stato scritto e pubblicato.

3
Per tutti

Il Re d’Inverno

Bernard Cornwell

Il romanzo di Excalibur (vol. 1)

Il Re d’Inverno è il primo romanzo del ciclo “Il romanzo di Excalibur” ad opera di Bernard Cornwell.
Anche qui, il punto di vista è quello di un personaggio “trasversale” alla vicenda arturiana: Derfel Cadarn, guerriero e amico di Artù.
Il personaggio è invenzione letteraria originale, non appartenente alla cerchia dei protagonisti canonici del ciclo bretone, ma è probabilmente ispirato a San Derfel, monaco guerriero britanno che compare nel ciclo.
Anche in questo caso, Il Re d’Inverno è il primo romanzo di una saga di cui fanno parte anche: Cuore di Derfel, Torre in fiamme, Il tradimento, La spada perduta.

4
Per tutti

The History of the Kings of Britain

Goffredo di Monmouth

Historia Regum Britanniae, opera in latino del XII secolo scritta da Goffredo di Monmouth è la cronaca della storia dei re di Britannia e rappresenta un po’ il punto di origine della letteratura e della mitologia del ciclo bretone ma, attenzione, abbraccia un intervallo e una vicenda assai più ampia che la storia di Artù e i suoi cavalieri.
Ne esistono varie traduzioni, leggermente difficili da reperire.

5
Per tutti

Le Morte Darthur

Thomas Malory

Le Morte Darthur (La morte di Artù, in italiano) è un’opera di Sir Thomas Malory risalente al XV secolo.
È una raccolta e una rielaborazione dell’intero corpus del ciclo bretone e rappresenta una delle opere inglesi più importanti e rilevanti riguardanti il ciclo stesso.
È probabilmente l’opera che è stata più usata e abusata come punto di riferimento per ogni produzione successiva (letteraria, cinematografica, teatrale e di qualunque altro tipo), abbracciando tutta la vicenda dalla nascita alla morte di Re Artù.

6
Per tutti

Re Lear

William Shakespeare

Re Lear, di William Shakespeare è una tragedia in 5 atti scritta nel XVII secolo.
Vogliamo pensare che sia impossibile che non conosciate l’autore o che non abbiate mai sentito nominare il titolo dell’opera, ma il fatto che la vicenda prenda le mosse dalla mitologia britannica potrebbe essere un fatto meno noto.
Non rappresenta certo questo, comunque, uno dei meriti principali dell’opera del più grande drammaturgo della storia.
Si tratta di un’opera considerata uno dei capolavori assoluti di Shakespeare, non c’e’ molto altro da aggiungere.
Una lettura senz’altro impegnativa, ma se state leggendo queste righe probabilmente siete preparati.

7
Per tutti

La Caduta di Artù

J.R.R. Tolkien

La Caduta di Artù di J.R.R. Tolkien è un poema ad opera del padre della letteratura fantasy moderna rimasto incompiuto e pubblicato postumo a cura del figlio Christopher Tolkien, come gran parte della produzione tolkeniana.

Rappresenta qualcosa di diverso da tutto il resto del materiale di Tolkien e racconta di Artù come un condottiero britannico ultimo baluardo contro le invasioni sassoni dell’Alto Medioevo.

Si tratta forse dell’opera “più fantasy” tra quelle presentate in questa scheda in cui la vicenda guerresca, gli amori, gli eroismi e i drammi che ruotano intorno alla tavola rotonda si intrecciano e rispecchiano l’eterna lotta tra Bene e Male, tra Ordine e Caos che tanto richiama le più note opere del corpus tolkeniano.

Il taglio non è troppo dissimile da quello di Bernard Cornwell nel suo Romanzo di Excalibur. Per chi fosse interessato a dare uno sguardo d’insieme alle diverse narrazioni del ciclo arturiano, abbiamo preparato una scheda che vi invitiamo a consultare: Guida ai libri fantasy su Re Artù e Mago Merlino