I Generi del Fantasy: Lo Sword & Sorcery
Nel luglio 1961, il romanziere Fritz Leiber scrisse una lettera in risposta a Michael Moorcock, che in una fanzine aveva chiesto un nome per il tipo di storie che lui e i suoi contemporanei scrivevano — avventure di spada e magia che non erano propriamente epica tolkieniana ma qualcosa di più grezzo, più immediato, più personale. Leiber propose “sword-and-sorcery”. Il termine fu adottato, stampato in antologie e fanzine, e rimase.
È una storia significativa perché dice qualcosa di preciso sulla natura del genere: il sword & sorcery nasce in opposizione. Non si definisce per quello che è ma per quello che non è. Non è il Signore degli Anelli — non ha la moralità cosmica di Tolkien, non ha la quest che salva il mondo, non ha il protagonista destinato alla grandezza. Non è la saga epica che richiede anni per essere completata. È qualcosa di più piccolo, di più concentrato, di più brutale — e orgogliosamente tale.
Le origini: Robert E. Howard e la polpa di Weird Tales
Robert E. Howard nasce nel 1906 a Cross Plains, Texas, figlio di un medico di campagna. Scrive racconti pulp per sopravvivere — storie di pugilato, western, horror, avventura storica — finché non trova la sua forma nell’ibridazione tra avventura storica e horror strano. La storia “The Shadow Kingdom” (1929), pubblicata su Weird Tales con protagonista Kull di Atlantide, è considerata il primo autentico sword & sorcery — un guerriero eroico che affronta il soprannaturale in un’epoca immaginaria, senza la certezza che il bene vinca.
Poi arriva Conan. Dal 1932 al 1936 Howard pubblica ventuno storie di Conan il Barbaro su Weird Tales, costruendo il personaggio che diventerà l’archetipo del genere: un cimmero dal passato oscuro che attraversa un mondo immaginario — l’Era Hyboriana — come guerriero, ladro, pirata, generale, re. Howard muore suicida nel 1936 a trent’anni, quando sua madre cade in coma. Le storie di Conan non erano ancora state raccolte in volume.
Isaac Asimov ha scritto che “il racconto contemporaneo di sword & sorcery deve la sua esistenza all’immaginazione di Robert Howard e alla sua invenzione delle storie di Conan.” È un giudizio corretto. Stephen King lo ha descritto così: “Nella sua migliore scrittura, Howard sembra così altamente carico di energia da emettere quasi scintille.”
Cosa lo definisce
L’eroe solitario e pragmatico. Il protagonista del sword & sorcery non è prescelto da nessuna profezia. Non è nobile di nascita o di spirito nel senso tolkieniano — è competente, pragmatico, moralmente situazionale. Non salva il mondo: sopravvive, si arricchisce, si vendica quando serve. La motivazione è personale, non cosmica. Conan vuole oro, potere e libertà. Fafhrd e il Topo Grigio vogliono avventura, denaro e birra alla Silver Eel di Lankhmar.
La scala ridotta. Il sword & sorcery non si svolge su scala cosmica. La posta è alta per i personaggi — vita, morte, libertà, vendetta — ma non per il mondo. Non ci sono oscuri signori da sconfiggere, non ci sono destini da compiere. Questa compressione della scala è una delle ragioni per cui il genere funziona in racconti e novelle più naturalmente che in trilogie: ogni storia è completa in sé.
La magia come pericolo, non come strumento. Nel sword & sorcery la magia non è qualcosa che l’eroe padroneggia o usa come risorsa — è qualcosa che abita il mondo come una forza pericolosa e oscura, a cui ci si avvicina solo in caso di necessità estrema. I maghi sono figure ambigue, spesso antagoniste. Il soprannaturale è fonte di terrore, non di meraviglia.
La struttura episodica. Le storie di sword & sorcery tendono ad essere episodiche — avventure singole o in serie di episodi indipendenti, non saghe continue con archi narrativi che si chiudono in sei volumi. Questa struttura viene dalla narrativa pulp da cui il genere nasce, ed è una delle caratteristiche che più lo distingue dall’epic fantasy contemporaneo. Ogni storia porta l’eroe in un posto diverso, con un problema diverso, e lo lascia — vivo, sconfitto, arricchito o impoverito a seconda dei casi — senza garanzie sul futuro.
Il tono: avventura, umorismo, violenza. Il sword & sorcery al suo meglio non è cupo nel senso del grimdark — è vivace, spesso comico, con una vitalità brutale che riflette l’energia con cui Howard scriveva. Fritz Leiber ha portato nel genere umorismo e ironia che Howard raramente raggiungeva. Michael Moorcock ha portato la malinconia cosmica. Jack Vance ha portato l’eleganza linguistica e la commedia nera. Il genere è più vario di quanto sembri da fuori.
Il problema con il genere
Il sword & sorcery ha una relazione complessa con il mercato contemporaneo.
Il problema strutturale è che la sua forza storica — la brevità episodica, la mancanza di archi lunghi, i protagonisti senza sviluppo psicologico profondo — va esattamente nella direzione opposta a quella che i lettori contemporanei cercano. Le saghe lunghe con personaggi che cambiano e crescono nel tempo sono lo standard attuale. Il racconto breve e concluso in sé è quasi scomparso dal mercato del fantasy librario.
Il problema contenutistico è che il sword & sorcery classico porta con sé problemi di rappresentazione significativi. Le storie di Howard riflettono i pregiudizi dell’America bianca e texana degli anni Trenta: le donne sono quasi sempre oggetti, le culture non-europee sono “barbariche” nel senso più volgare del termine. È possibile godere Howard riconoscendo questo limite, ma non è possibile ignorarlo.
La risposta del fandom è interessante: nel 2022 è nata la rivista New Edge Sword & Sorcery (NESS), che nel 2025-2026 ha finanziato tre campagne crowdfunding consecutive e ha pubblicato storie di Elric di Michael Moorcock originali accanto a nuovi autori che portano nel genere prospettive postcoloniali, diversità di genere e sessualità, e la consapevolezza critica dei problemi dell’originale. Il numero 0 della rivista includeva già un nuovo racconto di Jirel di Joiry, la guerriera medievale creata da C.L. Moore negli anni Trenta — la prima protagonista femminile del genere — in quella che la rivista ha definito “il secondo racconto di Jirel pubblicato dal 1969.” Il primo numero del 2026 ha finanziato anche una serie di novelle.
I principali autori
Robert E. Howard è il padre del genere — “più o meno lo ha inventato” nella formulazione di Fritz Leiber stesso. I racconti di Conan su Weird Tales hanno creato il template che tutto il genere successivo ha seguito, citato o respinto. Al di là di Conan, Howard ha creato Solomon Kane, Bran Mak Morn, El Borak, Kull di Atlantide — un universo di personaggi in ambienti e epoche diverse, tutti accomunati dalla stessa vitalità brutale. I suoi migliori racconti — “The Tower of the Elephant”, “Red Nails”, “Beyond the Black River” — non hanno invecchiato male come la sua prosa più formulaica.
Fritz Leiber ha coniato il termine e ha scritto il ciclo che molti considerano il migliore del genere: Fafhrd e il Topo Grigio, due ladri-avventurieri nel mondo immaginario di Nehwon e nella città-stato di Lankhmar. Leiber ha portato nel sword & sorcery quello che Howard raramente aveva: umorismo sofisticato, ironia strutturale, personaggi con una psicologia vera. I due protagonisti hanno una chimica narrativa che poche saghe fantasy di qualsiasi lunghezza hanno eguagliato. Tolkien ha detto di aver trovato le storie di Howard interessanti “nonostante differissero enormemente in tema e temperamento dai propri scritti” — un complimento obliquo ma un complimento.
Michael Moorcock ha preso il sword & sorcery e lo ha portato in territorio filosofico che Howard non aveva esplorato. Elric di Melniboné — principe albino di una civiltà decadente, dipendente dalla spada demoniaca Stormbringer che si nutre delle anime di chi uccide, costretto a scegliere tra il proprio popolo e i suoi valori — è il contrappunto consapevole a Conan: dove Conan è forza bruta e vitalità, Elric è intelletto tormentato e malinconia cosmica. Moorcock ha costruito nel Multiverso/Eterno Campione una mitologia di worldbuilding in cui Elric è uno dei molti avatar di un archetipo cosmico — qualcosa che anticipa il concetto sandersoniano di Cosmere di decenni.
Karl Edward Wagner è il nome che manca quasi sempre dalle liste del genere. Il personaggio Kane — un immortale cursed wanderer che porta in sé tutti i peccati della storia — è il punto in cui il sword & sorcery si incontra con l’horror psicologico. Wagner scriveva con una precisione letteraria che il genere raramente raggiungeva, e i suoi racconti di Kane sono tra le cose più oscure e più riuscite che il genere abbia prodotto. Opere come Le trame dell’oscurità (1970) e la raccolta I venti della notte (1978) sono considerate pietre miliari dalla community specializzata.
Scott Lynch e Joe Abercrombie rappresentano la corrente del “nuovo sword & sorcery letterario” — autori che hanno portato nel genere la complessità narrativa e la consapevolezza critica dell’epic fantasy moderno, mantenendo la scala ridotta e i protagonisti moralmente pragmatici della tradizione. Lynch con la serie Gli inganni di Locke Lamora — ladri in una città-stato fantastica ispirata a Venezia — ha creato qualcosa che è sword & sorcery nello spirito anche se non nel formato. Abercrombie ha esplicitamente riconosciuto l’influenza di Howard e Leiber.
Tre libri da cui iniziare
1. Le Spade di Lankhmar — Fritz Leiber (il romanzo di Fafhrd e il Topo Grigio)
Il punto d’ingresso migliore al genere per un lettore contemporaneo, perché Leiber è il più accessibile dei fondatori — la sua prosa è più moderna di Howard, la sua ironia è più soft di Moorcock, e i suoi protagonisti hanno una chimica immediata che non richiede contestualizzazione storica per apprezzare.
Fafhrd è un gigante barbaro del Nord che ha abbandonato la sua tribù per seguire l’avventura; il Topo Grigio è un ex studente di magia diventato ladro di mestiere. I due si incontrano per caso in circostanze tragiche e diventano compagni inseparabili. In questo romanzo — l’unico romanzo lungo del ciclo, rispetto alla maggior parte degli altri titoli che sono raccolte di racconti — arrivano nella città di Lankhmar durante una crisi: i ratti parlanti stanno organizzando una rivolta.
Leiber usa la premessa per fare qualcosa che il sword & sorcery classico raramente si permetteva: caratterizzazione psicologica vera, humor strutturale, dialogo che funziona come comicità invece che come esposizione. I due protagonisti litigano, si tradiscono, si proteggono, e la loro amicizia è la cosa più interessante del libro — non l’avventura in sé.
Il titolo italiano varia a seconda dell’edizione. Le storie di Fafhrd e il Topo Grigio sono state pubblicate in italiano da Editrice Nord e in diverse antologie successive.
2. Conan il Barbaro — Robert E. Howard (raccolte di racconti)
Non c’è modo di scrivere una voce sul sword & sorcery senza indicare Howard, anche sapendo che la sua opera è irregolare e porta con sé i problemi dell’epoca in cui è stata scritta. I racconti migliori di Conan — “The Tower of the Elephant”, “Red Nails”, “Beyond the Black River” — hanno una vitalità e una carica narrativa che sopravvivono a decenni di imitazioni e parodie.
Il consiglio è di non iniziare dalle raccolte che mescolano Howard originale con i completamenti e le continuazioni di L. Sprague de Camp e Lin Carter — queste edizioni ibride hanno fatto un danno alla reputazione di Howard mescolando i suoi testi con materiale di qualità inferiore. Le edizioni Del Rey, che raccolgono solo il Howard originale e non includono le continuazioni, sono il punto d’ingresso corretto.
Leggere Howard sapendo dove si trova storicamente — Texas, anni Trenta, narrativa pulp — permette di separare quello che ha inventato da quello che riflette il suo tempo e il suo contesto. I racconti migliori sono genuinamente grandi. Il resto è documento storico.
In Italia le storie di Conan sono state pubblicate in varie edizioni da Editrice Nord, Bompiani e altri.
3. Elric di Melniboné — Michael Moorcock
Il terzo pilastro fondativo del genere, e il più diverso dagli altri due: dove Howard è forza bruta e vitalità, dove Leiber è ironia e comicità, Moorcock è malinconia filosofica e horror cosmico.
Elric è l’ultimo imperatore di Melniboné — una civiltà antica e decadente che ha dominato il mondo per diecimila anni attraverso stregoneria e crudeltà. A differenza dei suoi antenati, Elric è fisicamente debole senza la sua magia o la sua spada, intellettualmente tormentato, incapace di accettare la crudeltà che la sua civiltà considera normale. La spada Stormbringer — un’arma demoniaca che si nutre delle anime degli uccisi per trasferirne la forza al portatore — è sia la sua sopravvivenza che la sua maledizione.
Moorcock ha costruito Elric deliberatamente come critica al modello eroico dell’epic fantasy e del sword & sorcery classico: un antieroe che ha tutto quello che i protagonisti del genere cercano — potere, nobiltà, intelligenza — e lo porta come peso invece che come privilegio. Le storie di Elric non hanno lieto fine garantito. A volte hanno finali che sono tra le cose più buie che il fantasy abbia prodotto.
In Italia pubblicato da Editrice Nord e in altre edizioni. Il 60° anniversario del primo racconto di Elric è stato celebrato nel 2021 con una ristampa commemorativa.