- Anno
- 2001
- Pagine
- 523
- Lingua orig.
- EN
- ISBN
- 9788804672371
American Gods
di Neil Gaiman (2001)
Shadow Moon esce di prigione per trovare sua moglie morta in un incidente. Il misterioso Wednesday lo ingaggia come guardia del corpo e lo trascina in un viaggio attraverso l’America profonda — motel dimenticati, città che stanno morendo, luoghi dove nessuno guarda. Shadow scopre gradualmente che gli dèi portati in America dagli immigrati nei secoli passati — Odino, Anubi, Anansi, Czernobog — sopravvivono come ombre di se stessi, dimenticati e impoveriti, in rotta di collisione con le nuove divinità nate dalla modernità: i media, la tecnologia, la paura, il consumo.
Gaiman usa la mitologia in modo radicalmente diverso dal fantasy classico: non la riscrive dall’interno ma la fa sopravvivere nel mondo contemporaneo, come sostrato nascosto sotto la superficie del reale. American Gods è la dimostrazione che la mitologia può diventare metafora della crisi culturale americana — un paese che importa e poi dimentica, che consuma identità culturali senza conservarle. La prosa mescola il tono del racconto folklorico con quello del noir da strada, creando qualcosa che sfugge alle classificazioni.
Ha vinto Hugo, Nebula, Locus, Bram Stoker e Geffen Award — una concentrazione di premi rarissima. È il punto d’ingresso ideale al fantasy per chi viene dalla narrativa letteraria: non richiede familiarità con il genere, richiede attenzione.