Copertina di The Everlasting di Alix E. Harrow

Alix E. Harrow ha vinto l’Hugo con l’unico suo libro che in Italia non si può leggere

Dei sei finalisti dell’Hugo 2026 per il miglior romanzo, uno solo esiste in italiano. Dei sei libri scritti da Alix E. Harrow, cinque esistono in italiano — e il sesto è quello che ha vinto.

Domenica 30 agosto, alla Worldcon di Anaheim, l’84ª edizione ha assegnato l’Hugo per il miglior romanzo a The Everlasting (Tor), il romanzo autoconclusivo di Harrow uscito il 28 ottobre 2025, su 2.492 schede di voto finali. Gli altri cinque finalisti erano Robert Jackson Bennett con A Drop of Corruption, Nnedi Okorafor con Death of the Author, Adrian Tchaikovsky con Shroud, Emily Tesh con The Incandescent e Antonia Hodgson con The Raven Scholar. Di questi cinque, uno solo è arrivato in libreria italiana: il romanzo di Okorafor, pubblicato da Mondadori come La morte dell’autrice, tradotto da Matteo Curtoni e Maura Parolini.

Non è la storia di un’autrice trascurata dall’editoria italiana. È la storia di un’autrice presidiata bene — e servita nell’ordine sbagliato.

Un solo editore, una sola traduttrice, una sola finestra

Harrow è pubblicata in Italia da Mondadori dal 2020: cinque titoli in sei anni, sempre lo stesso editore, quasi sempre la stessa traduttrice, Alice Casarini, affiancata da Barbara Ronca su Starling House. Stessa collocazione di catalogo — Oscar Fantastica, Fabula, Blink — e, negli ultimi anni, la stessa finestra di uscita: settembre. A settembre 2024 è arrivato Starling House, titolo lasciato invariato anche in italiano; il 2 settembre 2025 sono usciti insieme Il fuso scheggiato e Lo specchio rammendato.

Questo livello di continuità non è casuale, ed è ciò che smonta la spiegazione più comoda. Se Mondadori pubblicasse Harrow per inseguire una moda o per riempire un buco occasionale di catalogo, non ci sarebbe una traduttrice fissa, una collana fissa, un mese fisso. Con questo presidio, l’assenza di The Everlasting dagli scaffali italiani non è un incidente di percorso: è una decisione.

Il ritardo non è una costante: è una politica di catalogo

Chi segue la narrativa anglofona in traduzione ripete spesso la stessa formula: l’editoria italiana arriva sempre con un anno, un anno e mezzo di ritardo. I numeri di Harrow smentiscono la formula meglio di qualunque generalizzazione.

The Ten Thousand Doors of January è uscito negli Stati Uniti nel settembre 2019 ed è arrivato in italiano come Le diecimila porte di January l’anno dopo: circa dodici mesi. The Once and Future Witches, uscito nell’ottobre 2020, è diventato Le streghe in eterno nel 2021: di nuovo circa un anno. Starling House, uscito nell’ottobre 2023, ha debuttato in Italia il 17 settembre 2024: undici mesi. Sui romanzi, Mondadori tiene un passo quasi in tempo reale.

Sulle novelle no. A Spindle Splintered, uscito nell’ottobre 2021, è diventato Il fuso scheggiato solo il 2 settembre 2025: quarantasette mesi di attesa. A Mirror Mended, di giugno 2022, è arrivato come Lo specchio rammendato lo stesso giorno: trentanove mesi. Nessuna delle due ha aspettato meno di tre anni.

Il ritardo medio, quindi, non esiste: esistono due velocità diverse a seconda di cosa serve al catalogo in un dato momento. Nel 2025 quello che serviva a Mondadori era chiudere un buco nella bibliografia arretrata, non stare al passo con l’uscita nuova. Il risultato è che la finestra di settembre 2025 è stata spesa su due libri di quattro anni prima, mentre The Everlasting, uscito il 28 ottobre dello stesso anno, è rimasto fuori — e a oggi non risulta nessuna edizione italiana annunciata: né sulla scheda autore di mondadori.it, che elenca cinque titoli e nessuno del 2026, né su ibs.it, dove non compare alcun preordine.

La metà che manca non è una metà qualunque

Il lettore che conosce Harrow solo in italiano la conosce come autrice di portal fantasy nostalgico, con Le diecimila porte di January; come autrice di riscritture femministe della stregoneria, con Le streghe in eterno; come autrice di gotico americano, con Starling House; e come autrice di rivisitazioni giocose delle fiabe — Il fuso scheggiato riscrive la Bella Addormentata, Lo specchio rammendato riscrive Biancaneve, dentro un filone di rivisitazioni delle fiabe che il sito segue da tempo.

Non la conosce come l’autrice di The Everlasting, dove la tesi che attraversa tutta la sua opera — chi controlla le storie controlla chi le abita — smette di essere metafora sulla stregoneria o sul folklore e diventa argomento politico. Il romanzo segue lo studioso Owen Mallory, tornato dalla guerra, mentre ricostruisce la storia di Sir Una Everlasting, la cavaliera che aiutò la regina Yvanne a fondare la nazione di Dominion e morì per lei — salvo poi scoprire di essere stato spedito indietro nel tempo perché quella leggenda si compia esattamente come è stata tramandata. Propaganda, nazionalismo, la fabbricazione di un mito fondativo: è il libro in cui Harrow smette di scrivere di stregoneria e comincia a scrivere di potere.

Tradurre cinque libri su sei, in questo caso, non restituisce i cinque sesti di un’autrice. Restituisce un’autrice diversa — più innocua, più addomesticabile in una collana di fiabe rivisitate e gotico da libreria.

Non vale solo per Harrow. Anche gli altri finalisti Hugo rimasti fuori dal catalogo italiano restano inaccessibili — The Incandescent di Tesh, The Raven Scholar di Hodgson — così come The Buffalo Hunter Hunter di Stephen Graham Jones, che ha vinto il Nebula per il miglior romanzo alla cerimonia di Chicago nel giugno 2026. Il premio anglofono, per il lettore italiano, quasi mai funziona come canale di acquisizione: è un evento che si guarda da fuori.

Settembre 2026 è arrivato, e con esso la finestra che negli ultimi due anni Mondadori ha riservato a Harrow. Nessun annuncio, nessun preordine, nessuna data. Quando The Everlasting uscirà in italiano — perché uscirà — resterà da capire quanto varrà ancora leggerlo come il romanzo che ha vinto l’Hugo, e quanto invece come un libro qualunque, arrivato tardi a una conversazione che altrove si è già chiusa. Il premio è un’informazione deperibile. E l’editoria italiana, per ora, la sta consegnando scaduta.

Similar Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *