Classifica 17 libri

Il meglio della letteratura fantasy di sempre

La guida (non) definitiva ai migliori libri fantasy mai scritti

Sia che siate dei guru del fantasy, sia che siate appena sbarcati su questa sponda del mare, abbiamo pensato di darvi qualche suggerimento su quali libri fantasy da leggere assolutamente.

Intitolare l’articolo “La Guida definitiva alle migliori saghe fantasy di sempre” ci pare un pelo ambizioso.

Quello che possiamo fare, però, è fare un’elenco dei libri fantasy che vi consigliamo di leggere, di quei libri che secondo noi ciascun appassionato di letteratura fantasy dovrebbe conoscere e possibilmente leggere almeno una volta nella vita.

1
Per tutti

Il Re d’Inverno

Bernard Cornwell

Il romanzo di Excalibur (vol. 1)

Il Re d’Inverno è il primo romanzo del ciclo “Il romanzo di Excalibur” ad opera di Bernard Cornwell.
Anche qui, il punto di vista è quello di un personaggio “trasversale” alla vicenda arturiana: Derfel Cadarn, guerriero e amico di Artù.
Il personaggio è invenzione letteraria originale, non appartenente alla cerchia dei protagonisti canonici del ciclo bretone, ma è probabilmente ispirato a San Derfel, monaco guerriero britanno che compare nel ciclo.
Anche in questo caso, Il Re d’Inverno è il primo romanzo di una saga di cui fanno parte anche: Cuore di Derfel, Torre in fiamme, Il tradimento, La spada perduta.

2
Per tutti

Cronache del Ghiaccio e del Fuoco

George R.R. Martin

Il Trono di Spade è il nome con cui questa incredibile saga fantasy è meglio conosciuta al grande pubblico, ma si tratta in effetti del nome del primo romanzo e della serie TV che ne è stata tratta. A Song of Ice and Fire, ovvero Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, è il titolo della saga che ad oggi conta in originale 5 volumi, più altri 2 già annunciati che chiuderanno la storia di Westeros, o almeno la parte di storia di Westeros protagonista della saga. Non ci sono aggettivi che non siano stati spesi per descrivere la portata che l’opera di George R.R. Martin ha avuto e la sua popolarità lo dimostra. Game of Thrones è ormai altrettanto iconico de Il Signore degli Anelli e di altri pilastri della letteratura fantasy.

3
Dark Fantasy Fantasy Per appassionati

Elric di Melniboné

Michael Moorcock · 1972 · 224 pag.

Elric (vol. 1)

5.0/5

Moorcock ha costruito Elric deliberatamente come critica al modello eroico del sword & sorcery classico: dove Conan è forza bruta e vitalità, Elric è intelletto tormentato e malinconia cosmica. È l’ultimo imperatore di Melniboné — una civiltà che ha dominato il mondo per diecimila anni attraverso stregoneria e crudeltà — che non riesce ad accettare ciò che la sua civiltà è. La spada demoniaca Stormbringer si nutre delle anime degli uccisi per trasferirne la forza al portatore: è sia l’unica ragione per cui Elric sopravvive sia la fonte di ogni sua perdita.

Moorcock ha costruito nel Multiverso dell’Eterno Campione una mitologia in cui Elric è uno dei molti avatar di un archetipo cosmico — qualcosa che anticipa il concetto sandersoniano di Cosmere di decenni. Le storie di Elric non hanno lieto fine garantito. A volte hanno finali che sono tra le cose più buie che il fantasy abbia prodotto. Edizione Mondadori «I miti» 2025.

4
Per tutti

I Giardini della Luna

Steven Erikson

Il Libro Malazan dei Caduti (vol. 1)

La Caduta di Malazan, anche nota come Il Libro di Malazan dei Caduti, Malazan Book of the Fallen in originale, è una maestosa saga in 10 volumi ad opera del canadese Steven Erikson. I libri originali sono stati pubblicati tra il 1999 e il 2011, mentre in Italia hanno seguito un percorso più tortuoso a causa del fallimento della casa editrice che ne deteneva i diritti. Si tratta di un’opera monumentale che racconta di uomini e di dei, di battaglie e di guerre, di intrighi, inganni, eroismi.

5
Per tutti

Le Nebbie di Avalon

Marion Zimmer Bradley

Ciclo di Avalon

Le Nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley è considerato un capolavoro della letteratura fantasy ed è sicuramente uno dei punti più alti della produzione artistica della scrittrice statunitense.
Considerato un romanzo “femminista” da alcuni, offre sicuramente una prospettiva alternativa e chiaramente in tema con l’autrice alla vicenda di Re Artù.
La storia è tutta narrata al femminile, attraverso l’alternarsi del punto di vista tra le figure femminili maggiori e minori del ciclo: Ginevra e Morgana, Igraine, Morgause…
Il libro fa parte di una serie, il Ciclo di Avalon, composto da otto romanzi di cui rappresenta la parte conclusiva della storia, pur essendo stato il primo ad essere stato scritto e pubblicato.

6
Per tutti

La Grotta di Cristallo

Mary Stewart

La Grotta di Cristallo di Mary Stewart è il primo di tre libri che l’autrice britannica dedica al ciclo arturiano. Gli altri due libri sono Le grotte nelle montagne e L’ultimo incantesimo.
La storia, pur ripercorrendo tutto l’arco della vicenda arturiana, è in realtà incentrata sul personaggio di Merlino che viene raccontato soprattutto come un uomo, con le sue idee, la sua forza e le sue debolezze.
La storia di Artù, quindi, l’epopea di un regno ma soprattutto la storia di un uomo.
In realtà’ esistono altri due libri dedicati al ciclo bretone: Il giorno fatale e il Il principe e il pellegrino ma non sono direttamente legati al mago pur completando il quadro generale della vicenda arturiana.

7
Fantasy Per tutti

Il Signore degli Anelli

J.R.R. Tolkien · 1954 · 1178 pag.

Il Signore degli Anelli (vol. 1)

5.0/5

La celebre trilogia, per l’appunto.

Sicuramente l’opera piu’ conosciuta di J.R.R Tolkien, inutile dilungarsi troppo.

Ormai archetipo e sinonimo di romanzo fantasy, segue le vicende della Guerra dell’Anello, del tentativo del Signore Oscuro Sauron di imporre il proprio dominio su tutta la Terra di Mezzo e degli sforzi fatti dai popoli liberi per contrastarlo.

8
Per tutti

Il Mago di Earthsea

Ursula Le Guin

Ciclo di Terramare (vol. 1)

Il nucleo “classico” del ciclo è composto dai tre libri scritti attorno al volgere degli anni settanta: Il Mago di Earthsea, Le Tombe di Atuan, La Spiaggia Piu’ Lontana.

Questi libri  ruotano intorno alle vicende di un unico protagonista, Ged, futuro Arcimago di Roke che diventerà noto come “Lo Sparviero”.

Venti anni più tardi, l’autrice torna sul luogo del delitto e pubblica L’isola del Drago e I Venti di Earthsea, con diversi protagonisti, diverse ambientazioni e un diverso stile.I primi libri, infatti, ruotano intorno alle vicende di un unico protagonista, Ged, futuro Arcimago di Roke che diventerà noto come “Lo Sparviero”.

9
Per tutti

L’Occhio del Mondo

Robert Jordan

La Ruota del Tempo (vol. 1)

L’Occhio del Mondo è il primo libro della serie La Ruota del Tempo di Robert Jordan.
Pubblicato per la prima volta in inglese nel 1990, è uno dei più godibili e affascinanti del gruppo.

Il sipario si apre su Rand, il protagonista della saga, e sul piccolo villaggio di Emond’s Field e rapidamente entrano in scena i molteplici protagonisti che lo accompagneranno e i primi elementi del “lore” de La Ruota del Tempo, un impianto fortemente strutturato e vastissimo, dotato di un respiro forse anche più ampio rispetto ad esempio al solito Il Trono di Spade.

Il primo libro rappresenta un po’ un romanzo di formazione e in un certo senso è anche autoconclusivo, raccontando una storia per molti versi classica.
Nei libri seguenti, i punti di vista si moltiplicano, le trame e sotto-trame si infittiscono, Rand arriva a maturità come personaggio “compiuto” e con lui i vari co-protagonisti della saga.

10
Fantasy Grimdark Per tutti

La Prima Legge

Joe Abercrombie · 2006 · 560 pag.

The First Law (vol. 1)

5.0/5

Il richiamo delle spade apre la trilogia La Prima Legge (The First Law) di Joe Abercrombie, seguito da Non prima che siano impiccati e L’ultima ragione dei re. Tre personaggi improbabili si trovano intrecciati: Logen Spezzanove, un barbaro nordico che cerca di sfuggire alla propria violenza; il capitano Sand dan Glokta, ex eroe ora torturatore cinico e infermo; e il nobile viziato Jezal dan Luthar. Le loro strade convergono verso una guerra che nessuno di loro ha scelto davvero.

Abercrombie è uno degli artefici del grimdark: un fantasy che rifiuta eroi senza macchia e riscatti facili, preferendo personaggi moralmente compromessi e mondi in cui la violenza ha conseguenze reali. La trilogia ha ridefinito le aspettative del genere, dimostrando che il fantasy epico può essere anche feroce autoironia letteraria.

Pubblicato nel 2006, Il richiamo delle spade fu finalista al Compton Crook Award e al Prix Imaginales. La critica lo ha celebrato come uno dei debutti più importanti del fantasy degli anni Duemila, lodando in particolare la costruzione dei personaggi e il ritmo serrato della narrazione.

11
Epic Fantasy Fantasy Per tutti

L’ultimo impero. Mistborn

Brandon Sanderson · 2006 · 672 pag.

Mistborn (vol. 1)

5.0/5

Per mille anni il Lord Reggente domina un mondo avvolto dalla cenere, dove i nobili opprimono gli schiavi chiamati skaa. Un gruppo di ladri e rivoluzionari, guidato dal carismatico Kelsier, pianifica l’impossibile: rovesciare l’Impero Finale. Al centro del piano c’è Vin, una giovane skaa che scopre di essere una Mistborn — capace di ingerire e bruciare metalli per ottenere poteri straordinari. Fantasy epico con anima da heist.

Brandon Sanderson ha costruito uno dei sistemi magici più apprezzati della letteratura fantasy contemporanea: l’Allomagia, basata sui metalli e sulle loro proprietà, è rigorosa, coerente e visivamente spettacolare. Sanderson ha reso la chiarezza interna del worldbuilding un valore estetico in sé, dando vita al filone dell’«hard magic system» che ha influenzato una generazione di autori.

Pubblicato nel 2006, L’ultimo Impero è il primo libro di una trilogia che incorpora uno dei sistemi magici più interessanti della letteratura fantasy. La serie ha venduto milioni di copie in tutto il mondo e ha consolidato Sanderson come uno degli autori fantasy più amati della sua generazione.

12
Per tutti

L’Apprendista Assassino

Robin Hobb

Robin Hobb, il cui vero nome è Margaret Astrid Lindholm Ogden, è una scrittrice californiana a cui si deve una delle ambientazioni fantasy più interessanti: la terra dei Sei Ducati.
In questo luogo immaginario e nei suoi dintorni, la Hobb ha ambientato una serie di romanzi che hanno lasciato il segno nell’immaginario comune.
Tralasciando di elencare l’opera completa di Robin Hobb, vi proponiamo qui la prima trilogia con protagonista FitzChevaliere Lungavista, bastardo reale e assassino di corte.
La trilogia si compone dei seguenti volumi (di cui vi proponiamo l’acquisto del primo):
– L’Apprendista Assassino
– L’Assassino di Corte
– Il Viaggio dell’Assassino
A questa seguono una seconda trilogia (La Trilogia dell’Uomo Ambrato) e una terza (La Trilogia di Fitz e il Matto) che riprendono parzialmente luoghi e personaggi (e ovviamente protagonista).
È consigliato, ma non obbligatorio, leggere le trilogie in quest’ordine per non perdersi nulla.

13
Commedia Fantasy Per tutti

A me le guardie!

Terry Pratchett · 1989 · 358 pag.

Mondo Disco (vol. 8)

4.5/5

Il modo in cui Terry Pratchett viene ricordato—autore comico, satirico, di intrattenimento—ha per decenni oscurato la cosa più ovvia su di lui: era il miglior romanziere che il fantasy abbia prodotto dopo Tolkien, e A me le guardie! del 1989 è il libro dove smette di parodiare il genere e comincia a usarlo. Prima di questo ottavo volume del Mondo Disco la satira era il fine; qui diventa il mezzo. Ankh-Morpork non è più una scenografia da gag ma una città con una polizia demoralizzata, una struttura di classe e un Patrizio che governa attraverso una comprensione cinica e perfetta di come funzionano le persone.

La trama—una loggia segreta evoca un drago per instaurare un re fantoccio, e la Guardia Notturna è l’unica a occuparsene perché nessun altro vuole—serve a Pratchett per la sua tesi più dura: il problema non è il drago, sono i cittadini che vogliono un drago da temere e un eroe da acclamare, e che accetterebbero volentieri una tirannia purché abbia la forma giusta. Samuel Vimes, ubriaco e sconfitto, arriva a questa conclusione senza mai enunciarla, ed è la ragione per cui diventerà il personaggio più complesso dei quarantuno libri della serie. Il registro comico non attenua nulla: alza il costo di ogni cosa, perché ridere di qualcosa richiede di averla capita prima.

Che una lista dei migliori fantasy di sempre possa fare a meno di Pratchett è l’idea che questo libro serve a smontare. Il consiglio operativo è di cominciare da qui e non dal primo volume del ciclo: il Mondo Disco delle origini è ancora parodia pura, mentre A me le guardie! è già il Pratchett maturo, quello che scrive di giustizia e potere con una precisione che il realismo raramente raggiunge. In Italia lo pubblica Salani nella traduzione di Antonella Pieretti.

14
Epic Fantasy Fantasy Per appassionati

La Quinta Stagione

N.K. Jemisin · 2015 · 512 pag.

La Terra Spezzata (vol. 1)

5.0/5

Nel 2016 La Quinta Stagione vince l’Hugo, e i due volumi successivi lo vincono nel 2017 e nel 2018: nessun autore aveva mai portato a casa tre Best Novel consecutivi, e N.K. Jemisin lo fa con una trilogia che si legge come un’unica argomentazione sostenuta. Il continente dell’Immoto si frattura periodicamente e cancella le civiltà; gli orogeni, capaci di sedare i terremoti con la volontà, sono l’unica difesa contro l’estinzione e sono anche la categoria che quella stessa società addestra alla sottomissione, sfrutta e uccide per abitudine. Il worldbuilding non è l’ambientazione di una storia sull’oppressione: è l’oppressione resa geologia.

La costruzione formale è la parte che va guadagnata. Jemisin apre in seconda persona—una scelta che nei primi capitoli sembra un vezzo e che il finale rivela essere l’unica possibile—e alterna tre linee narrative il cui rapporto reciproco è il vero congegno del libro. Chi entra cercando epic fantasy consolatorio troverà una prosa dura, un ritmo che non concede tregua e un’apertura in cui muore un bambino. Chi resta ottiene la rivelazione strutturale meglio piazzata del fantasy contemporaneo, e la certezza di aver letto un romanzo che sapeva esattamente cosa stava facendo dalla prima pagina.

È il titolo che risolve il problema di ogni canone fantasy costruito su Tolkien, Le Guin e Martin: dimostra che il genere ha continuato a produrre opere di prima grandezza anche dopo il 2010, e lo fa senza chiedere sconti generazionali. Da consigliare a chi ha già letto abbastanza fantasy da riconoscere quando una convenzione viene smontata, meno a chi cerca un punto d’ingresso al genere. In Italia esce da Mondadori nella collana Oscar Fantastica, tradotto da Alba Mantovani.

15
Dark Fantasy Fantasy Per tutti

Il sangue degli elfi

Andrzej Sapkowski · 1994 · 393 pag.

The Witcher (vol. 3)

4.5/5

Il ciclo di Geralt di Rivia comincia con due raccolte di racconti—in Italia Il guardiano degli innocenti e La spada del destino—ed è con Il sangue degli elfi del 1994 che Andrzej Sapkowski passa al romanzo e la saga trova la sua forma definitiva. La differenza si sente subito: le rivisitazioni fiabesche lasciano il posto a una trama politica continua, e il fulcro non è più il mostro della settimana ma Ciri, la principessa di Cintra che Geralt ha reclamato per Legge della Sorpresa e che si ritrova ad addestrare in una fortezza di witcher che non hanno la minima idea di come si cresca una ragazzina.

Quello che Sapkowski costruisce qui è un fantasy dove il folklore slavo non è decorazione ma struttura morale: la guerra tra i Regni Settentrionali e Nilfgaard produce pogrom contro elfi e nani, i profughi diventano banditi, la neutralità ostentata da Geralt viene esposta per quello che è—una posizione insostenibile che il libro demolisce metodicamente. La traduzione inglese ha vinto il David Gemmell Legend Award nel 2009, un caso raro di riconoscimento internazionale a un autore non anglofono, e quel premio ha preceduto di anni la notorietà portata dai videogiochi di CD Projekt RED e dalla serie Netflix.

Va detto che è un romanzo di transizione, e a tratti si vede: alcune sequenze funzionano da raccordo e la conclusione arriva senza chiudere granché. Ma è il volume in cui il ciclo smette di essere una serie di episodi ben scritti e diventa la storia che ha reso Sapkowski il più importante autore fantasy europeo non anglofono degli ultimi trent’anni. In Italia lo pubblica Nord nella traduzione di Raffaella Belletti, numerato come terzo volume perché la collana conta anche le due raccolte.

16
Fantasy Epico Fantasy politico Per appassionati

Tigana

Guy Gavriel Kay · 1990 · 832 pag.

4.5/5

Guy Gavriel Kay pubblica Tigana nel 1990 come punto di svolta del suo stile: una lontananza definitiva dal fantasy puro verso forme più ibride, dove la magia esiste perché il racconto emotivo ha bisogno di essa, non il contrario. L’idea nasce da una fotografia della Cecoslovacchia nel 1968—la Primavera di Praga e la sua soppressione—e Kay la trasforma in una regione fantastica modellata sul Rinascimento italiano, dove l’incantatore Brandin ha deciso di cancellare il nome di una provincia conquistata non solo dalla memoria politica, ma dalla percezione stessa: nessuno può pronunciarla, nessuno la riconosce. È un gesto di dominio assoluto, il perfetto equivalente fantastico della cancellazione culturale.

La vera intelligenza del romanzo sta nella struttura emotiva: Tigana non è una ricerca eroica di spada e cavalli, ma una resistenza silenziosa di chi conserva la memoria quando il resto del mondo l’ha persa. Una manciata di persone che sanno ancora pronunciare il nome vietato lavora per riportarlo alla coscienza collettiva, e il libro segue questo piano con la tensione di una ballata piuttosto che di un’epica. La prosa di Kay è qui eccellente, lirica senza diventare preziosa—riesce a comunicare peso emotivo senza retorica. Alcuni critici hanno però segnalato che il romanzo a tratti privilegia il telling al showing, con descrizioni di sentimenti che soffocano la scena: una debolezza minore ma presente.

Ciò che rende Tigana ancora rilevante—e il motivo per cui Ne/oN ha scelto di ripubblicarlo adesso nel 2026, a 36 anni dall’uscita originale—è che parla di come le nazioni trovano identità non nella monumentalità ma nella persistenza della memoria. Non è un romanzo che celebra il vincitore: è uno che sussurra al vinto, dicendogli che ricordare è un atto di libertà. Vale la lettura per chi sa cosa cerca, e cioè una fiaba politica travestita da epic fantasy.

17
Per tutti

Gli Inganni di Locke Lamora

Scott Lynch

Bastardi Galantuomini (vol. 1)

Primo libro di una serie, segue le gesta di un gruppo di ladri e truffatori che si autodefiniscono “Bastardi Galantuomini” e in particolare del loro leader Locke Lamora.
Raccontato su due piani alternati, quello della truffa che la gang sta portando avanti ai danni di un ricco mercante di Camorr, una suggestiva città di mare che assomiglia un po’ a Venezia, e quello delle origini di Locke e della gang, il romanzo scorre veloce, tra continui colpi di scena e trovate.
Scott Lynch non tralascia di includere nel racconto elementi di fondo che fanno da elementi base di un arazzo più ampio, quel mondo fisico e politico su cui poggerà poi il resto della serie.
Somigliante a certe serie TV e film d’azione, specie nei ritmi e nei dialoghi, Gli Inganni di Locke Lamora è consigliatissimo.
La storia è autoconclusiva e già esistono al momento altri due capitoli della saga dei Bastardi Galantuomini.