- Anno
- 1989
- Pagine
- 358
- Lingua orig.
- EN
- ISBN
- 9788884511812
A me le guardie!
di Terry Pratchett (1989)
Serie: Mondo Disco — vol. 8
Il modo in cui Terry Pratchett viene ricordato—autore comico, satirico, di intrattenimento—ha per decenni oscurato la cosa più ovvia su di lui: era il miglior romanziere che il fantasy abbia prodotto dopo Tolkien, e A me le guardie! del 1989 è il libro dove smette di parodiare il genere e comincia a usarlo. Prima di questo ottavo volume del Mondo Disco la satira era il fine; qui diventa il mezzo. Ankh-Morpork non è più una scenografia da gag ma una città con una polizia demoralizzata, una struttura di classe e un Patrizio che governa attraverso una comprensione cinica e perfetta di come funzionano le persone.
La trama—una loggia segreta evoca un drago per instaurare un re fantoccio, e la Guardia Notturna è l’unica a occuparsene perché nessun altro vuole—serve a Pratchett per la sua tesi più dura: il problema non è il drago, sono i cittadini che vogliono un drago da temere e un eroe da acclamare, e che accetterebbero volentieri una tirannia purché abbia la forma giusta. Samuel Vimes, ubriaco e sconfitto, arriva a questa conclusione senza mai enunciarla, ed è la ragione per cui diventerà il personaggio più complesso dei quarantuno libri della serie. Il registro comico non attenua nulla: alza il costo di ogni cosa, perché ridere di qualcosa richiede di averla capita prima.
Che una lista dei migliori fantasy di sempre possa fare a meno di Pratchett è l’idea che questo libro serve a smontare. Il consiglio operativo è di cominciare da qui e non dal primo volume del ciclo: il Mondo Disco delle origini è ancora parodia pura, mentre A me le guardie! è già il Pratchett maturo, quello che scrive di giustizia e potere con una precisione che il realismo raramente raggiunge. In Italia lo pubblica Salani nella traduzione di Antonella Pieretti.