- Anno
- 2015
- Pagine
- 512
- Lingua orig.
- EN
- ISBN
- 9788804710288
La Quinta Stagione
di N.K. Jemisin (2015)
Serie: La Terra Spezzata — vol. 1
Nel 2016 La Quinta Stagione vince l’Hugo, e i due volumi successivi lo vincono nel 2017 e nel 2018: nessun autore aveva mai portato a casa tre Best Novel consecutivi, e N.K. Jemisin lo fa con una trilogia che si legge come un’unica argomentazione sostenuta. Il continente dell’Immoto si frattura periodicamente e cancella le civiltà; gli orogeni, capaci di sedare i terremoti con la volontà, sono l’unica difesa contro l’estinzione e sono anche la categoria che quella stessa società addestra alla sottomissione, sfrutta e uccide per abitudine. Il worldbuilding non è l’ambientazione di una storia sull’oppressione: è l’oppressione resa geologia.
La costruzione formale è la parte che va guadagnata. Jemisin apre in seconda persona—una scelta che nei primi capitoli sembra un vezzo e che il finale rivela essere l’unica possibile—e alterna tre linee narrative il cui rapporto reciproco è il vero congegno del libro. Chi entra cercando epic fantasy consolatorio troverà una prosa dura, un ritmo che non concede tregua e un’apertura in cui muore un bambino. Chi resta ottiene la rivelazione strutturale meglio piazzata del fantasy contemporaneo, e la certezza di aver letto un romanzo che sapeva esattamente cosa stava facendo dalla prima pagina.
È il titolo che risolve il problema di ogni canone fantasy costruito su Tolkien, Le Guin e Martin: dimostra che il genere ha continuato a produrre opere di prima grandezza anche dopo il 2010, e lo fa senza chiedere sconti generazionali. Da consigliare a chi ha già letto abbastanza fantasy da riconoscere quando una convenzione viene smontata, meno a chi cerca un punto d’ingresso al genere. In Italia esce da Mondadori nella collana Oscar Fantastica, tradotto da Alba Mantovani.