Saggio 5 libri

Il grimdark per chi ha letto solo Abercrombie

Cinque libri oltre La Prima Legge

La Prima Legge di Joe Abercrombie (qui la scheda) è diventata, per una generazione di lettori, sinonimo stesso della parola grimdark: il punto in cui si scopre che gli eroi possono essere storpi, vigliacchi o semplicemente stanchi, e che la spada non risolve granché. Il problema è che per molti resta anche l’unico punto di contatto col genere — una porta attraversata una volta sola. Questa lista non ripete quella porta: parte da dove lo stesso Abercrombie è andato oltre la trilogia originale, poi risale alle fondamenta che il grimdark aveva già prima che qualcuno lo chiamasse così, e infine spinge la logica del genere fino a un registro che La Prima Legge non si è mai posto il problema di raggiungere.

Red Country, di Joe Abercrombie (scheda del libro), è la prova che l’autore stesso non si è accontentato del territorio che aveva già conquistato. È uno standalone ambientato ai margini della mappa conosciuta del Circolo del Mondo, e trapianta lo stesso cinismo strutturale della trilogia originale in un genere completamente diverso — il western, con le sue carovane, i suoi cacciatori di taglie e i suoi conti in sospeso. Chi ha letto solo La Prima Legge trova qui la controprova che il disincanto di Abercrombie non è un trucco da esordiente, ma un metodo che regge anche fuori dal contesto in cui è nato.

Un piccolo odio, sempre di Joe Abercrombie (scheda del libro), apre la trilogia L’Età della Follia una generazione dopo gli eventi della Prima Legge, e fa qualcosa che pochissimi autori grimdark hanno il coraggio di fare: mette in discussione le proprie premesse. Chi era eroe è diventato un ingombro istituzionale, chi era vittima ha imparato a prendersi il potere con gli stessi metodi sporchi di chi lo deteneva prima. È la lettura giusta per chi vuole vedere Abercrombie rivoltare il proprio mondo contro se stesso, invece di limitarsi a ripetere la formula che lo ha reso celebre.

The Black Company, di Glen Cook (scheda del libro), è uscito nel 1984, quando “grimdark” non era ancora un’etichetta ma solo un modo scomodo di raccontare la guerra. È il fantasy militare da cui il genere discende direttamente: mercenari che raccontano il conflitto dall’interno, senza eroismo e senza redenzione, con la stessa freddezza con cui un soldato vero descriverebbe una marcia forzata. Leggerlo dopo Abercrombie significa risalire alla fonte — vedere da dove viene quella voce disillusa, decadi prima che diventasse un marchio riconoscibile e vendibile.

Il Principe di Nulla, di R. Scott Bakker (scheda del libro), è il titolo più esigente di questa lista, e non a caso: è il punto in cui il grimdark smette di essere solo violenza e cinismo di superficie e diventa un’indagine filosofica vera e propria, su manipolazione, fede e potere, condotta con un rigore quasi trattatistico. Non è la lettura più immediata — richiede pazienza e tolleranza per la densità concettuale — ma è quella che mostra fin dove può spingersi il genere quando smette di limitarsi a sporcare l’epica e comincia a interrogarla.

I Giardini della Luna, di Steven Erikson (scheda del libro), primo volume del ciclo Malazan, condivide con la Prima Legge la stessa sfiducia verso l’eroismo e il potere — ma la sposta di scala, da un cast ristretto di personaggi rotti a un affresco corale e imperiale che si muove su continenti, dèi e guerre parallele. È il libro giusto per chi, del disincanto di Abercrombie, ha apprezzato la lucidità ma vuole vederla applicata a un mondo che non si esaurisce in una manciata di teste di serie.

Cinque titoli, due direzioni possibili, e nessuna delle due è quella percorsa da La Prima Legge. C’è chi, dopo Abercrombie, cerca la scala — l’ampiezza corale e imperiale di Erikson, dove il cinismo diventa una legge fisica dell’universo invece che il tratto caratteriale di pochi. E c’è chi cerca la profondità — la discesa filosofica di Bakker, dove ogni atto di potere nasconde una domanda sulla natura stessa della fede. Quale dei due territori è davvero il tuo?

1
Fantasy Grimdark Per appassionati

Red Country

Joe Abercrombie · 2012 · 639 pag.

4.0/5

Il più insolito dei romanzi ambientati nell’universo della Prima Legge: un western travestito da fantasy, con la frontiera al posto del Far West e una colona al posto del pistolero solitario. Shy South insegue chi ha rapito i suoi fratelli minori attraverso territori senza legge, accompagnata da un anziano figaro dal passato oscuro.

La violenza è reale, le conseguenze sono reali, e il paesaggio — selvaggio, indifferente, bellissimo — è tra i migliori che Abercrombie abbia mai costruito. La stessa malinconia degli ultimi film di Clint Eastwood: la violenza come eredità di cui non ci si libera, mai.

2
Fantasy Grimdark Per appassionati

Un piccolo odio

Joe Abercrombie · 2019 · 512 pag.

The Age of Madness (vol. 1)

4.5/5

Abercrombie riprende l’universo della Prima Legge vent’anni dopo gli eventi originali e lo mette sotto pressione con uno scenario inedito: la rivoluzione industriale. Le strutture di potere che la trilogia aveva costruito — e che i romanzi standalone avevano mostrato da angolazioni diverse — iniziano a deformarsi sotto il peso del cambiamento economico e sociale.

Tre punti di vista alternati — un’operaia arrabbiata, una nobildonna in manovra politica, un giovane soldato — mostrano la stessa crisi da direzioni opposte. La stessa precisione psicologica, lo stesso rifiuto delle soluzioni facili. Il miglior punto d’ingresso alla seconda trilogia, che richiede però familiarità con la Prima Legge per sprigionare tutto il suo impatto.

3
Fantasy Grimdark Per appassionati

The Black Company

Glen Cook · 1984 · 320 pag.

The Black Company (vol. 1)

4.0/5

Glen Cook ha inventato la voce del grimdark vent’anni prima che qualcuno le desse un nome. The Black Company (1984) racconta una compagnia di mercenari al servizio di una signora oscura attraverso gli occhi del suo cronista, un soldato di fanteria che registra fatti senza giudizi morali e senza certezze sul quadro d’insieme. Il narratore inaffidabile, la moralità situazionale, la guerra vista dal basso invece che dall’alto: tutto quello che definisce il genere nasce qui.

Steven Erikson ha riconosciuto Cook come la principale influenza del suo Malazan Book of the Fallen. Joe Abercrombie deve a Cook il tono di distacco cinico che permea La Prima Legge. Eppure Cook rimane spesso dimenticato dai lettori che amano i suoi eredi spirituali. La ragione è probabilmente la semplicità della sua prosa: una scrittura asciutta, quasi burocratica, che rende il tutto ancora più brutale.

In Italia pubblicato nell’omnibus «I libri del Nord» (Mondadori Oscar Fantastica, 2021), che raccoglie i primi tre romanzi della serie.

4
Fantasy Grimdark Per esperti

Il Principe di Nulla

R. Scott Bakker · 2024 · 1260 pag.

3.9/5

Quando Il Buio che Precede uscì nel 2004, pochi fantasy erano stati costruiti con questa densità filosofica. R. Scott Bakker — accademico che ha studiato teoria critica e sfiorato un dottorato in filosofia — non ha scritto un’epopea convenzionale ma un esperimento su coscienza, fede e il prezzo del potere. Steven Erikson, non uno che elargisce complimenti facilmente, l’ha definita «exquisitely intelligent and beautifully written», e il Toronto Star ha parlato di «one of the finest new fantasy creations in recent memory». Non erano esagerazioni. La trilogia è rimasta uno dei pilastri invisibili su cui si regge il grimdark contemporaneo, insieme a Abercrombie e Sanderson ma più solitaria, più filosofica, meno interessata al lettore che cerca una storia lineare.

La trama gira attorno a Kellhus, un guerriero-sacerdote dalla mente terrificante che potrebbe essere un messia o semplicemente il capolavoro di una manipolazione cosmica orchestrata dalla Consult, un culto antico che adora il No-God e lavora per il suo ritorno. Il colpo di genio di Bakker è che il lettore non sa mai quale sia la verità. Kellhus potrebbe essere genuinamente salvifico, oppure il suo carisma magnetico potrebbe essere un’illusione costruita da intelligenze molto più antiche e più malvagie. La trilogia non sceglie mai. Affronta invece il libero arbitrio, la fede come arma e come illusione, il peso della coscienza di sé quando si è circondati da persone troppo ignoranti per vedere le proprie vere intenzioni.

Non sorprende che la ricezione sia stata polarizzante. Chi ama Bakker lo ama con fermezza, chi lo respinge lo fa con critiche altrettanto ferme. La prosa è densa, spesso bella, a volte ermetica. La trama avanza in modo non lineare. I personaggi soffrono, manipolano e raramente trovano redenzione. Non è il grimdark di Abercrombie, che guarda al genere dalla finestra della letteratura popolare — Bakker guarda da una cattedra di filosofia. È esigente, distante, punitivo con chi legge superficialmente. Ma per chi accetta la sfida, rimane una delle opere più ambiziose e inquietanti del fantasy degli ultimi due decenni.

5
Per tutti

I Giardini della Luna

Steven Erikson

Il Libro Malazan dei Caduti (vol. 1)

La Caduta di Malazan, anche nota come Il Libro di Malazan dei Caduti, Malazan Book of the Fallen in originale, è una maestosa saga in 10 volumi ad opera del canadese Steven Erikson. I libri originali sono stati pubblicati tra il 1999 e il 2011, mentre in Italia hanno seguito un percorso più tortuoso a causa del fallimento della casa editrice che ne deteneva i diritti. Si tratta di un’opera monumentale che racconta di uomini e di dei, di battaglie e di guerre, di intrighi, inganni, eroismi.