- Anno
- 1994
- Pagine
- 393
- Lingua orig.
- OTHER
- ISBN
- 9788842916659
Il sangue degli elfi
di Andrzej Sapkowski (1994)
Serie: The Witcher — vol. 3
Il ciclo di Geralt di Rivia comincia con due raccolte di racconti—in Italia Il guardiano degli innocenti e La spada del destino—ed è con Il sangue degli elfi del 1994 che Andrzej Sapkowski passa al romanzo e la saga trova la sua forma definitiva. La differenza si sente subito: le rivisitazioni fiabesche lasciano il posto a una trama politica continua, e il fulcro non è più il mostro della settimana ma Ciri, la principessa di Cintra che Geralt ha reclamato per Legge della Sorpresa e che si ritrova ad addestrare in una fortezza di witcher che non hanno la minima idea di come si cresca una ragazzina.
Quello che Sapkowski costruisce qui è un fantasy dove il folklore slavo non è decorazione ma struttura morale: la guerra tra i Regni Settentrionali e Nilfgaard produce pogrom contro elfi e nani, i profughi diventano banditi, la neutralità ostentata da Geralt viene esposta per quello che è—una posizione insostenibile che il libro demolisce metodicamente. La traduzione inglese ha vinto il David Gemmell Legend Award nel 2009, un caso raro di riconoscimento internazionale a un autore non anglofono, e quel premio ha preceduto di anni la notorietà portata dai videogiochi di CD Projekt RED e dalla serie Netflix.
Va detto che è un romanzo di transizione, e a tratti si vede: alcune sequenze funzionano da raccordo e la conclusione arriva senza chiudere granché. Ma è il volume in cui il ciclo smette di essere una serie di episodi ben scritti e diventa la storia che ha reso Sapkowski il più importante autore fantasy europeo non anglofono degli ultimi trent’anni. In Italia lo pubblica Nord nella traduzione di Raffaella Belletti, numerato come terzo volume perché la collana conta anche le due raccolte.