Anno
1984
Pagine
312
Lingua orig.
EN
ISBN
9788804752233

Neuromante

di William Gibson (1984)

Serie: Trilogia dello Sprawl — vol. 1

5.0/5
🟡 Per appassionati

C’è un prima e un dopo Neuromante. Non è un’esagerazione: è semplicemente quello che è successo. Gibson ha scritto questo romanzo in “blind animal panic”, convinto che sarebbe fallito se non avesse tenuto il lettore incollato alla pagina, e il risultato è un testo che suda tensione da ogni riga.

Gibson inventa praticamente il vocabolario intero del genere: il cyberspace, i cowboy della console, le megacorporazioni, i corpi modificati come protesi di potere. La scrittura è densa, barocca, a tratti ostile: Gibson non ti prende per mano, ti sfida. Ma dietro la complessità c’è una precisione chirurgica. Leggere Neuromante oggi significa incontrare un libro che ha inventato parole e concetti oggi così sedimentati nel linguaggio comune da sembrare ovvii — cyberspazio, avatar, intelligenza artificiale come entità autonoma.

È l’unico romanzo ad aver vinto la cosiddetta «triplice corona» della fantascienza: Hugo Award, Nebula Award e Philip K. Dick Award nello stesso anno. Uscì senza clamore come paperback economico, e si diffuse principalmente per passaparola — il New York Times non lo menzionò per dieci anni. Cyberpunk 2077 lo cita esplicitamente come ispirazione primaria.

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