Anno
2024
Pagine
1260
Lingua orig.
EN
ISBN
9788804762690

Il Principe di Nulla

di R. Scott Bakker (2024)

3.9/5
🔴 Per esperti

Quando Il Buio che Precede uscì nel 2004, pochi fantasy erano stati costruiti con questa densità filosofica. R. Scott Bakker — accademico che ha studiato teoria critica e sfiorato un dottorato in filosofia — non ha scritto un’epopea convenzionale ma un esperimento su coscienza, fede e il prezzo del potere. Steven Erikson, non uno che elargisce complimenti facilmente, l’ha definita «exquisitely intelligent and beautifully written», e il Toronto Star ha parlato di «one of the finest new fantasy creations in recent memory». Non erano esagerazioni. La trilogia è rimasta uno dei pilastri invisibili su cui si regge il grimdark contemporaneo, insieme a Abercrombie e Sanderson ma più solitaria, più filosofica, meno interessata al lettore che cerca una storia lineare.

La trama gira attorno a Kellhus, un guerriero-sacerdote dalla mente terrificante che potrebbe essere un messia o semplicemente il capolavoro di una manipolazione cosmica orchestrata dalla Consult, un culto antico che adora il No-God e lavora per il suo ritorno. Il colpo di genio di Bakker è che il lettore non sa mai quale sia la verità. Kellhus potrebbe essere genuinamente salvifico, oppure il suo carisma magnetico potrebbe essere un’illusione costruita da intelligenze molto più antiche e più malvagie. La trilogia non sceglie mai. Affronta invece il libero arbitrio, la fede come arma e come illusione, il peso della coscienza di sé quando si è circondati da persone troppo ignoranti per vedere le proprie vere intenzioni.

Non sorprende che la ricezione sia stata polarizzante. Chi ama Bakker lo ama con fermezza, chi lo respinge lo fa con critiche altrettanto ferme. La prosa è densa, spesso bella, a volte ermetica. La trama avanza in modo non lineare. I personaggi soffrono, manipolano e raramente trovano redenzione. Non è il grimdark di Abercrombie, che guarda al genere dalla finestra della letteratura popolare — Bakker guarda da una cattedra di filosofia. È esigente, distante, punitivo con chi legge superficialmente. Ma per chi accetta la sfida, rimane una delle opere più ambiziose e inquietanti del fantasy degli ultimi due decenni.