Anno
2020
Pagine
300
Lingua orig.
EN
ISBN
9788893258678

Piranesi

di Susanna Clarke (2020)

4.5/5
🟢 Per tutti

Susanna Clarke pubblica Piranesi nel 2020—sedici anni dopo il colossale Jonathan Strange & il Signor Norrell—e la comunità letteraria prende fiato. Non è lo stesso tipo di romanzo: dove l’esordio era una ricreazione storica alternativa massiccia e minuziosa, Piranesi è concentrato, onirico, quasi una ballata. Il protagonista vive in una Casa impossibile—un edificio di sale, scale, camere senza numero, percorso da maree che nessuno spiega—e ha costruito una vita di catalogo, di osservazione, di studiosa accettazione dell’inspiegabile. Gradualmente, incrinature nella sua realtà rivelano qualcosa di più profondo: la Casa non è il posto di cui pensa, e nemmeno lui è chi crede di essere.

La forza narrativa di Piranesi sta nel costruire il palinsesto: ogni rivelazione non aggiunge strati nuovi, ma conferma ciò che era già sotteso fin dal principio. Clarke non tradisce il lettore facendogli credere una cosa e poi cambiando idea—costruisce una struttura dove ogni frammento ha sempre avuto senso, solo che non lo vedevamo. È un’opera di grande eleganza narrativa. La prosa è lirica senza affettazione, la Casa è al tempo stesso ostile e generosa (generosa con chi ha il coraggio di esplorarla, ostile a chi la ignora), e il tono rimane sempre di una raffinatezza melanconica che ricorda il gotico raffinato più che il dark fantasy puro. La giuria del Women’s Prize per la Fiction 2021 ha ragione nel chiamarla «originale, inaspettata, che fonde generi e mette in discussione cosa un libro dovrebbe essere».

Se c’è un limite è la brevità relativa: i romanzi di Clarke hanno la densità di opere molto più lunghe, e Piranesi si legge come una novella gonfiata, bellissima ma compatta. Non è il difetto di un grande romanzo—è una forma scelta consapevolmente, una forma che funziona. Vale più che leggerlo in una sessione consapevole: è il tipo di libro che si preferisce rileggere subito per cogliere quello che il primo ascolto non ha catturato. È la prova che la Clarke non ha perso niente della sua abilità, solo che ora la esprime con una economia diversa.