Anno
2023
Pagine
768
Lingua orig.
EN
ISBN
9788834744765

The will of the many. La volontà dei molti

di James Islington (2023)

Serie: Hierarchy — vol. 1

4.5/5
🟢 Per tutti

Il sistema magico della Gerarchia è l’idea più efficace del fantasy dell’ultimo decennio, e funziona perché non è magia: è fiscalità. Nell’impero Catenano ogni cittadino cede una frazione della propria Volontà a chi lo sovrasta—forza fisica, acume, resistenza—e chi siede ai vertici della piramide dispone della vitalità di migliaia di persone. Chi cede è più debole, più lento, meno lucido, e in cambio ottiene la cittadinanza. James Islington ha costruito una metafora del capitalismo estrattivo così letterale da risultare quasi didascalica, e poi l’ha salvata scrivendoci dentro un romanzo di formazione e vendetta di ottocento pagine che non concede una pausa.

Vis Telimus è l’ultimo erede di un regno che l’impero ha cancellato, e rifiuta di cedere: è l’unico personaggio del libro che porta intatta la propria Volontà, e questo lo rende contemporaneamente eccezionale e braccato. La sua infiltrazione nell’Accademia che forma la classe dirigente dà a Islington l’occasione per il dark academia meglio costruito in circolazione: prove, alleanze, un gioco strategico chiamato Labirinto che il romanzo usa come il baseball nei romanzi americani, e una tensione da spionaggio che non allenta mai la presa.

Tre anni in cima ai sondaggi di r/fantasy senza aver vinto un premio maggiore dicono la cosa giusta su questo libro: non è rivoluzionario nella prosa e non prova a esserlo, ma è il più solido page-turner epico degli anni Venti, e il finale riorganizza tutto quello che si credeva di avere capito. Il rischio da mettere in conto è la trilogia incompiuta. In Italia lo pubblica Fanucci, tradotto da Andrea Russo.