Anno
1968
Pagine
269
Lingua orig.
EN
ISBN
9788834733752

Ma gli androidi sognano pecore elettriche?

di Philip K. Dick (1968)

5.0/5
🟢 Per tutti

Dick non è cyberpunk. Ha scritto questo romanzo vent’anni prima che il genere esistesse. Ma il cyberpunk senza Dick non sarebbe esistito — è come cercare il rock senza il blues.

Da questo romanzo è stato tratto Blade Runner ma il romanzo è molto meno simile al film di quanto la maggior parte delle persone immagini. Il film di Scott ha preso l’estetica e ha lasciato quasi tutto il resto: la moglie di Deckard, gli animali elettrici come status symbol, la religione del Mercerismo, lo stesso tema principale del libro: cos’è l’empatia, è questo che definisce l’uomo? Può una macchina simularla senza possederla davvero?
l romanzo è più strano, più dissonante, più scomodo. Deckard non è un eroe — è un funzionario che fa un lavoro che non ama per comprare una pecora vera. Dick non ti lascia identificarti con nessuno, e non ti dà la soddisfazione di un’interpretazione univoca.

Dick morì nel 1982 — mentre Blade Runner era in lavorazione, pochi mesi prima dell’uscita. Non vide mai il film. Riuscì solo a visitare il set. In Italia uscì inizialmente con il titolo Il cacciatore di androidi, poi fu ribattezzato Blade Runner dopo il film, e solo nel 2000 ottenne la traduzione letterale del titolo originale. Tre titoli, un solo libro fondamentale.

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