Anno
1974
Pagine
339
Lingua orig.
EN
ISBN
9788804796718

I reietti dell’altro pianeta

di Ursula K. Le Guin (1974)

4.5/5
🟡 Per appassionati

Ursula K. Le Guin non ha scritto una semplice finzione speculativa: I reietti dell’altro pianeta è un trattato politico travestito da romanzo, e proprio per questo resta straordinariamente efficace. Due pianeti gemelli, Anarres e Urras, divisi da barriera ideologica: il primo ospita una comunità anarchico-collettivista nata dal trasferimento dei seguaci della filosofa Odo, il secondo incarna il trionfante capitalismo. Shevek, fisico libertario di Anarres, attraversa il muro per proporre una teoria rivoluzionaria del tempo — ma quello che scopre è che nessuna società, nemmeno quella anarchica, è esente da compromessi, gerarchie silenti, oppressioni mascherate.

Il genio del libro è rifiutare la semplicità. Le Guin non scrive un’apologia dell’anarchia, bensì un esame impietoso di come il potere emerge anche dove teoricamente non dovrebbe esistere. Urras non è un inferno consumista — ha bellezza, arte, complessità; Anarres non è il paradiso — ha scarsità, conformismo, esclusione. Questa equidistanza morale è quello che i critici chiamano «utopia ambigua», ed è precisamente quello che lo salva dall’essere propaganda travestita.

Oggi I reietti dell’altro pianeta è il testo fondativo del solarpunk: ogni futuro ecologico e anarchico che i giovani scrittori immaginano poggia su questa architettura. Ha vinto Hugo, Nebula e Locus nel 1974. Il libro è denso, filosofico, lento di passo — non è per chi legge fantascienza d’azione. Ma per chi vuole capire come la letteratura può pensare politicamente senza predicare, è imprescindibile.